THE LUXURY DAY - 27 Settembre 2010 - VILLA CRESPI
27 SETTEMBRE 2010 - VILLA CRESPI - ORTA SAN GIULIO - LAGO D'ORTA ...
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INTERVISTA A KLEDI KADIU
Kledi Kadiu, albanese di nascita e cittadino italiano dal 2008, ballerino,
attore e ora anche scrittore. In quest’epoca caratterizzata dalla
globalizzazione e dalla ricerca esasperata del successo facile, si
sente più l’emblema vivente del “self made man” che è riuscito ad
emergere grazie al talento e alla determinazione, oppure crede di
poter rappresentare in maniera più limpida il simbolo di una difficile
integrazione tra popoli e culture diverse?
Credo un po’ tutte e due le cose. Sicuramente per raggiungere un obiettivo
bisogna faticare. La danza era il mio sogno, il mio punto di riferimento
assieme alla mia famiglia. Ma nulla avviene per caso. La fortuna senza
ombra di dubbio serve, ma per realizzare un sogno bisogna lottare. E se
non ce la fai, l’importante è che tu abbia dato tutto per provarci. Il successo
facile puo’ anche arrivare, ma nel 99% dei casi non dura. Il tema della difficile
integrazione tra culture e popoli diversi è molto delicato. Ogni popolo ha la
sua storia, il suo passato e la sua identità così che le differenze potrebbero
sembrare tante e insormontabili. Vorrei quindi porre attenzione a tre aspetti
che accomunano, e non dividono, come dialogo, comprensione e rispetto
nella prospettiva di una “vera integrazione”. Non mi sento rappresentante
di una categoria particolare. Credo che la mia integrazione nella società
italiana sia il frutto di tanta umiltà, voglia di riuscire e fiducia nelle mie
possibilità.
Il suo libro pubblicato da Mondadori all’inizio del 2009 si intitola
“Meglio di una favola. La mia vita”. Sono passati ormai oltre quindici
anni dal viaggio della speranza che ha sopportato insieme con altri
suoi connazionali per arrivare in Italia a bordo della nave “Vlora“,
approdata a Bari l’8 agosto del 1991. Per lei ballerino di belle speranze
all’accademia di Tirana, costretto a fuggire dalla sua terra, come è stato
il primo impatto con l’Italia?
Il libro è stata un’esperienza unica. Ho raccontato dettagliatamente la mia
vita ad uno dei miei migliori amici, Luca De Donno. Mi conosce troppo bene,
fin dai tempi in cui lavoravamo insieme a “Buona Domenica”. Lui ha curato
il libro, facendo ordine nel puzzle delle mie vicissitudini. Il risultato è stato, a
mio parere, veramente bello. Ringrazio lui e la Mondadori per la splendida
collaborazione. L’impatto con il vostro paese è stato forte, molto forte.
Arrivavo da una realtà completamente diversa. È stata dura, specialmente
all’inizio. Per fortuna poi le cose sono andate per il verso giusto. Se leggerai
il libro, capirai di cosa sto parlando.
Dopo il 1996 però, i primi esordi nella televisione italiana, con “Il
Quizzone” prima e con “Amici” successivamente, hanno portato alla
ribalta un personaggio semplicemente umile e trasparente capace di
far prevalere la sua straordinaria passione per la danza su qualsiasi
desiderio di arrivismo. Ma quando ha capito veramente di essere
riuscito a realizzare il suo sogno?
Dal “Quizzone” a “Buona Domenica”, passando per “C’è posta per te”,
fino ad arrivare ad Amici ho sempre cercato di essere 028 me stesso, non un
personaggio. Ho sempre odiato chi cambia camaleonticamente colore
all’occorrenza. E forse la gente se ne è accorta. Ci tengo a ricordare
però che gran parte del mio successo lo devo a Maria De Filippi. Non
mi stancherò mai di ribadirlo. Avere delle chanches, in particolar modo
in questo mondo, è difficilissimo. Lei ha creduto in me, spero di averle
dimostrato che non si sbagliava. Quando ho realmente capito che avevo
realizzato il mio sogno? Quando la mia famiglia mi chiamò al telefono in
lacrime dopo un “passo a due”...
Negli ultimi anni è arrivata la consacrazione definitiva di un Kledi
Kadiu artista completo, attore di teatro e protagonista di fiction tv,
protagonista di videoclip e promotore di scuole di danza in tutta Italia.
In che modo la danza o le altre discipline artistiche possono svolgere
un ruolo sociale di primaria importanza nei confronti dei giovani?
Cosa ne pensa dei talent-show come “Amici”, accusati spesso di
“vendere” alle nuove generazioni un successo troppo facile che per
le generazioni passate, come nel suo caso, era soltanto un’utopia?
In un periodo storico dove valori come l’amicizia, la famiglia, l’amore,
sembrano perdere sempre più d’importanza, trovo che le discipline
artistiche, sportive e comunque di aggregazione e socializzazione siano
fondamentali. Credo che in quest’era dominata dalla tecnologia si stia un
po’ perdendo il reale senso del rapporto tra individuo e individuo…
La nostra rivista si occupa principalmente di Lusso: cosa rappresenta
per lei questo termine e in quali circostanze nella vita di tutti i giorni può
avere a che fare con il Lusso?
Non amo il lusso, o meglio mi piace, come tutti, in alcune occasioni, ma non
ne sono schiavo. Adoro le cose semplici e lo stare in casa. Magari con un
bel dvd e la compagnia degli amici di sempre o della persona con cui sto.
Non ti nascondo però, che alcuni sfizi mi piace togliermeli.
Lake, naturalmente è strettamente legato al Lago Maggiore e al Lago
d’Orta, due location incantevoli che potrebbero fare da scenario
a qualsiasi rappresentazione teatrale di successo. È mai stato in
vacanza sui nostri laghi? Ha mai visitato le Isole Borromee?
No, a parte qualche stage in zona, non ho mai visitato quei posti. Ma
qualcuno mi ha detto che oltre ad essere delle zone incantevoli, si mangia
e si beve molto bene conto di andarci prestissimo!
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