I Grattacieli Ruotanti di David Fisher, architettura in movimento

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In una società dinamica come quella attuale, dominata da una vita frenetica e in continuo mutamento, nemmeno l’architettura può sottrarsi al progresso tecnologico. Il settore immobiliare sta infatti per essere stravolto da una rivoluzione - definita dal “Time” come l’invenzione più importante del 2008 - che cambierà l’immagine della città e della modernità trasformando l’”immobile” in “mobile”.

La nuova era dell’architettura è quindi dinamica: i futuri edifici si “muoveranno” come se fossero vivi. È infatti alla vita e alla mutevolezza della natura che si ispirano i grattacieli girevoli ideati dal celebre architetto David Fisher.

Si chiamano “Dynamic Buildings” o “Dynamic Architecture” questi multiformi edifici in cui ogni piano ruota su se stesso indipendentemente dagli altri, creando, in un’imprevedibile danza, infinite forme diverse in costante evoluzione.

Velocità, direzione e accelerazione sono i parametri che determinano l’estetica dell’edificio. Ogni ora si può ruotare un piano secondo il proprio piacere, ed è possibile adottare un programma centralizzato oppure lasciare ad ogni livello una completa autonomia. Chi si trova all’interno potrà godere di un affascinante panorama a 360 gradi: non sentirà di muoversi, se ne accorgerà solamente vedendo cambiare lo skyline esterno.

Ideatore della straordinaria invenzione non poteva che essere David Fisher, definito nel 2008 “l’architetto del futuro”.

Ex artista e scultore nato a Tel Aviv, ma da sempre vissuto in Italia, a Firenze, dove si è laureato con lode in architettura, Fisher è diventato famoso in tutto il mondo nel ‘79, quando progettò a Gerusalemme, di fronte al Muro del pianto, la prima piazza dinamica e mutevole della storia. Da sempre attento alla tecnologia e alla natura, l’anticonformista architetto israeliano, ha il merito di aver introdotto il concetto di tempo in architettura: le sue torri ruotanti sono infatti i primi edifici in assoluto ad avere quattro dimensioni, di cui la quarta è appunto il tempo.

Le sue costruzioni sono “filosofiche”: vogliono ricordare che tutto cambia e tutto è possibile. «Le torri che ruotano - spiega Fisher - rappresentano la trasformazione, il dinamismo della nostra esistenza e l’inarrestabile scorrere del tempo».

Nell’architettura dinamica, ambiziosa sfida agli statici palazzi tradizionali, la rotazione è soltanto una delle rivoluzioni adottate. Le altre importanti caratteristiche dei “Rotating Skyscrapers” sono infatti la prefabbricazione e l’ecosostenibilità ambientale. Alle tradizionali e “primitive” costruzioni edificate in loco, Fisher ha sempre privilegiato i prodotti industriali prefabbricati: nei suoi palazzi solo la colonna portante centrale è costruita in cantiere, tutto il resto invece (i vari piani e gli appartamenti, attrezzati con tutti gli impianti tecnici, elettronici e idraulici) è completamente realizzato in fabbrica e poi assemblato e connesso al tronco centrale.

Questa nuova tecnica industriale presenta notevoli vantaggi: innanzitutto il minor tempo di costruzione (solo due anni per realizzare un edificio), l’impiego di un numero inferiore di tecnici, meno incidenti sul lavoro, oltre a cantieri privi di polvere, di emissioni nocive e di rumori. La produzione industriale inoltre riduce le spese: le torri girevoli infatti costano meno di un grattacielo normale, anche se poi queste tecnologiche residenze, per via della loro esclusività, vengono vendute a prezzi esorbitanti.

Un’altra grande rivoluzione della Dynamic Architecture è l’ecosostenibilità. Si tratta infatti di edifici “verdi” che si autoalimentano producendo energia da sorgenti naturali (vento e sole) tramite una serie di piccole e silenziose turbine eoliche orizzontali in fibra di carbonio (una per ogni livello), e grazie a pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto di ogni piano ruotante. Inoltre gli interni sono realizzati con materiali naturali e riciclabili (legno, pietre, marmo, vetro) e con pannelli isolanti per il risparmio energetico. La rotazione in realtà necessita di poca energia, questi grattacieli hanno quindi un basso consumo energetico, tuttavia l’energia che riescono a produrre supera di gran lunga il loro fabbisogno e può quindi essere donata alla rete degli altri edifici.

Queste abitazioni non sono solo supertecnologiche e rispettose dell’ambiente, ma sono anche incredibilmente lussuose. I piani più alti sono i più lussuosi e gli ultimi livelli, detti “ville”, sono enormi appartamenti da oltre 1000 metri quadrati, dotati di giardini, piscine private, saune e persino di un personale posteggio d’appartamento: grazie ad appositi ascensori per auto è infatti possibile far salire e parcheggiare la propria automobile davanti all’ingresso della propria abitazione. Gli alloggi sono inoltre dotati di tutte le ultime novità della domotica, come sofisticate attrezzature elettroniche che rispondono a comandi vocali e massimi sistemi di sicurezza, oltre a raffinati arredamenti made in Italy e, ovviamente, a sorprendenti panorami mozzafiato.

Per tutti questi motivi i grattacieli ruotanti di Fisher, massima espressione della creatività del design italiano, sono già richiestissimi in tutto il mondo: a Dubai e Mosca - dove inizierà a breve la costruzione dei primi due edifici rotanti della storia - seguiranno Londra e Rio de Janeiro. La Torre Dinamica diventerà l’edificio più prestigioso di Dubai, nonché il più costoso del mercato immobiliare.

Situato in una posizione privilegiata, il futuristico grattacielo sarà alto 80 piani, di cui i primi 20 verranno adibiti a uffici, i successivi 15 ospiteranno un albergo a sei stelle, i seguenti 35 costituiranno appartamenti di lusso e, infine, gli ultimi 10 saranno ville superesclusive.

L’edificio di Mosca - 400 metri di altezza e 70 piani di uffici, negozi e sontuose residenze private - sarà uno dei più esclusivi complessi residenziali della capitale sovietica, nonché l’icona stessa della Federazione russa.

Ma Fisher pensa anche alla “sua” Italia e, in occasione dell’Expo 2015, conta di realizzare uno dei suoi avveniristici capolavori tecnologici anche a Milano, un progetto che aprirà nel capoluogo lombardo nuovi orizzonti e scenari suggestivi: presto dal proprio attico milanese si potrà scegliere se ammirare la Madonnina e le guglie del Duomo, oppure contemplare e innevate e maestose vette delle Alpi, ripercorrendo l’intero tragitto dell’orizzonte: tutto in uno sguardo. Il Futuro non è mai stato così vicino.

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